HomeSpiagge › Spiagge italiane per chi cerca tranquillità: Oasi dove il relax è davvero garantito
Spiagge

Spiagge italiane per chi cerca tranquillità: Oasi dove il relax è davvero garantito

📅 20 Luglio 2026✍️ di Alessandro Trevisani⏱️ 4 min di lettura

Qui il relax è davvero garantito: Cala Goloritzé (Baunei, Sardegna), Marina di Alberese (Maremma), Tonnarella dell’Uzzo (Riserva dello Zingaro), Porto Selvaggio (Nardò), Punta Aderci (Vasto). Motivo: accessi contingentati o sentieri, zero stabilimenti, natura integra. Lontano dai parcheggi, il silenzio torna padrone.

Sono nato a Bari e ho imparato il mare remando tra le falesie del Gargano. Come guida in kayak, ho contato le onde per capire quando una cala respira calma. Ecco le rotte che consiglio a chi cerca davvero quiete.

Sardegna: calette a numero chiuso

Cala Goloritzé, Baunei. Si arriva per sentiero oppure in barca fino al limite di tutela. Ingressi con ticket e numeri bassi: l’arenile resta silenzioso. Fondale turchese, ciottoli bianchi, vento spesso docile al mattino.

Cala Coticcio, Caprera. Accesso regolato con guida ambientale e prenotazione. Piccola, toni caraibici. Andate leggeri, restate sobri: qui la natura impone il passo.

Cala Napoletana, Caprera. Trek breve, scogli comodi, acqua immobile con maestrale. Nessun servizio: portate tutto e riportate tutto.

Puglia: falesie e pinete

Baia di Vignanotica, Gargano. Ghiaia chiara, pareti di gesso, ombra naturale dal pomeriggio. In estate arriva gente, ma basta camminare verso la parete nord per ritrovare spazi e respiro.

Porto Selvaggio, Nardò. Pineta, sorgenti fredde, mare profondo. Migliore luce al mattino presto. Io entro dalla Torre dell’Alto: dieci minuti di cammino e siete nel blu.

Torre Guaceto, Alto Salento. Riserva con dune e stagni. Lasciate la navetta, proseguite a piedi verso nord oltre la prima cala: il rumore sparisce, restano vento e cicale.

Toscana: parchi e dune protette

Marina di Alberese, Parco della Maremma. Parcheggi contingentati e navetta: la spiaggia si dilata. Tronchi sbiancati, dune integre, macchia profumata. Chi cammina 15 minuti verso sud non vede più nessuno.

Collelungo, Maremma. Più selvaggia, stessa ricetta: sabbia scura, mare pulito, zero bar. Perfetta con brezza leggera di ponente.

Cala Violina, Scarlino. Numero chiuso estivo e sentiero nel bosco. È famosa, ma all’alba o al tramonto resta un sussurro di quarziti e risacca.

Sicilia e isole minori

Tonnarella dell’Uzzo, Riserva dello Zingaro. Si cammina tra carrubi e fichi d’India, si scende in un’acqua trasparente. Niente musica, niente lettini: solo mare.

Valle Muria, Lipari. Scalini rocciosi, ciottoli neri, bastioni di tufo. Lontanissima dai rumori del porto. Andate con scarpe solide e rientrate prima che l’ombra salga rapida.

Centro-Nord: baie raggiungibili a piedi

Punta Aderci, Vasto. Riserve di vento e grano, trabocchi all’orizzonte. Le calette sotto la falesia, tra Punta Penna e Mottagrossa, regalano spazio anche a Ferragosto se scegliete gli orari giusti.

Mezzavalle, Conero. Discesa ripida, panorama ampio, ciottoli lisci. Il mare si calma con grecale leggero. Niente servizi: acqua e cappello obbligatori.

Punta Corvo, Ameglia. Scala lunga, bosco e mare scuro. Quando il mare è piatto diventa una cattedrale di silenzio. Verificate le ordinanze prima di scendere.

Come scegliere l’ora giusta

All’alba la spiaggia è vostra. Dalle 6 alle 9 trovate posto, luce morbida e mare calmo. Dalle 18 in poi, stessa magia. Nel mezzo, scegliete baie lontane dai parcheggi o a numero chiuso.

Osservate il vento: maestrale pulisce e rinfresca sul Tirreno e in Sardegna orientale; scirocco muove sabbia nel Salento ma protegge il Conero. Un cambio d’aria può svuotare una cala in mezz’ora.

Regole d’oro del relax

Viaggiate leggeri: zaino, acqua, frutta, crema solare minerale, telo scuro che non accechi gli altri. Lasciate a casa altoparlanti e generatori di caos. Il silenzio è un bene comune.

Molte di queste spiagge ricadono in aree della Rete Natura 2000. I fondali sono spesso praterie di Posidonia oceanica: non calpestatele, non ancorateci sopra, non strappate foglie. Ogni foglia è una diga contro l’erosione.

Accessi, prenotazioni, sicurezza

Controllate sempre i siti dei Comuni e dei Parchi: alcune calette prevedono ticket, numeri chiusi o guide obbligatorie. Portate contanti per eventuali navette, scarpe da scoglio, sacca stagna per il telefono.

Evitate scogliere con onda lunga. In caso di mare in aumento, rientrate per primi. Il relax non vale un rischio.

Nota personale dal Gargano

Quando accompagno i gruppi tra Vignanotica e Sanguinara, il trucco è leggere le ombre: alle 16 la parete gessosa diventa una tenda naturale, il mare smette di brillare e le rondini tagliano l’aria. È l’ora in cui la spiaggia torna a parlare piano.

In tutta Italia la chiave è uguale: camminare un po’, respirare piano, ascoltare. Le oasi esistono. Bisogna meritarsi la loro quiete.

Alessandro Trevisani

Nato e cresciuto a Bari, Alessandro Trevisani ha trascorso le sue estati tra le acque cristalline del Gargano. Da guida in kayak a narratore di spiagge segrete, condivide aneddoti sul mare e i suoi tesori nascosti. Ama svelare ai lettori i dettagli della cultura balneare pugliese e della costa adriatica.

Torna in alto