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Ci sono spiagge italiane facilmente raggiungibili senza auto? Le soluzioni pratiche amate dai viaggiatori

📅 28 Luglio 2026✍️ di Giada Fiorani⏱️ 5 min di lettura

Ricordo una domenica di giugno quando, seduta su una panchina della stazione di Ancona, ho visto una coppia di turisti consultar disperatamente il telefono cercando come raggiungerla una spiaggia. Niente auto. Niente tour organizzato. Solo la volontà di tuffarsi nel mare adriatico senza dipendere da un conducente. Fu in quel momento che ho compreso quanto fosse importante raccontare quali sono davvero le spiagge italiane raggiungibili senza automobile, perché la realtà è molto diversa da quello che si legge online.

Le spiagge raggiungibili in treno: il cuore nascosto della costa

La costa adriatica è una benedizione per chi vuol viaggiare leggero. La linea ferroviaria che corre da Rimini fino a Lecce passa a pochi metri da decine di spiagge, e molti piccoli paesi costieri hanno ancora le stazioni storiche praticamente sulla battigia. Prendo ad esempio la spiaggia di Senigallia, in provincia di Ancona: scendi dal treno regionale e sei già lì, con i piedi sulla sabbia fine in meno di cinque minuti a piedi.

Non è una coincidenza. Durante l’epoca della Belle Époque, quando il turismo balneare iniziava a decollare in Italia, gli architetti delle linee ferroviarie avevano ben chiaro che le stazioni dovevano essere vicine alle spiagge. Era un dettaglio che facilitava il turismo, esattamente come oggi. La spiaggia di Civitanova Marche, dove la costa marchigiana si presenta con quella dolcezza caratteristica, conserva ancora una stazione centrale e funzionale. Ho passato interi pomeriggi seduta sotto gli ombrelloni locali, chiacchierando con turisti che arrivavano semplicemente dalla Puglia o dal Lazio con il treno regionale.

Quello che sorprende è che il costo del biglietto rimane accessibile, soprattutto se comprato nei giorni feriali o se si sfruttano le promozioni mensili. Una famiglia che decida di raggiungere Porto Recanati in treno spenderà meno di quello che costerebbe il carburante per arrivarci in auto.

Le spiagge a piedi dai borghi: quando la camminata diventa parte dell’avventura

C’è però una categoria di spiagge che i turisti frettolosi saltano sempre: quelle raggiungibili con una passeggiata di trenta, quaranta minuti da un borgo marino. Sono i tesori che ho scoperto durante le mie spedizioni lungo la costa abruzzese e marchigiana. Da Pesaro, ad esempio, è possibile raggiungere via Argonne, una spiaggia selvaggia dove l’aria sa ancora di sale e di vegetazione spontanea, semplicemente camminando lungo un sentiero panoramico.

La bellezza di queste spiagge sta nel fatto che rimangono tranquille persino in agosto. I turisti preferiscono le comodità, i parcheggi facili, i lidi attrezzati. Ma chi ha il coraggio di una camminata di quarantacinque minuti dal centro di Fano si ritrova in una realtà diversa: sabbia morbida, pochi ombrelloni, spesso la possibilità di fare snorkeling tra le rocce senza doversi preoccupare del traffico marino.

Ho conosciuto una coppia di pensionati francesi che venivano ogni estate a piedi dal porto turistico di Senigallia fino alle cove nascoste verso sud. Portavano con sé uno zaino leggero, qualche panino, una bottiglia d’acqua e il desiderio di scoprire. Dicevano che il vero viaggio non iniziava sulla spiaggia, ma nel tragitto che faceva arrivare lì. Avevano ragione.

Autobus locali e minibus: la soluzione pratica che nessuno ricorda

Ma non tutti hanno la voglia di camminare, soprattutto con bambini piccoli. Ecco perché gli autobus locali rimangono una soluzione incredibilmente sottovalutata. Lungo la costa adriatica operano diverse società di trasporto che collegano i centri abitati alle spiagge con cadenze regolari. A Vasto, in Abruzzo, il servizio ARPA consente di raggiungere spiagge diverse ogni giorno con pochi euro di differenza rispetto al costo del parcheggio.

Quello che ho imparato è che il sistema funziona meglio se si sceglie di soggiornare in un centro abitato e non in una località balneare isolata. Restare nel centro storico di Ancona, ad Alberobello o a Lecce, e poi prendere l’autobus verso la spiaggia significa avere accesso a ristoranti veri, ai mercati locali, alle passeggiate serali nei borghi. È un modo di viaggiare più lento e più consapevole.

Durante una ricerca sugli orari, ho scoperto che molti gestori di piccoli lidi organizzano servizi navetta dalle stazioni ferroviarie principali. Non è pubblicizzato ovunque, ma basta una telefonata per ottenere informazioni. È il sistema degli amici, quello che funziona veramente.

La costa dei trabocchi: raggiungere le spiagge leggendarie senza stress

Non posso concludere questo racconto senza parlare della costa dei Trabocchi nel Chietino, una delle zone che amo di più. Questi affascinanti palafitti ancora funzionanti rimangono nella memoria di chi li visita. Molti di essi sono collegati da una pista ciclabile che segue interamente la costa. Chi arriva a Ortona o a San Vito Chietino in treno può noleggiare una bicicletta e percorrere l’intera costa da un trabocco all’altro, fermandosi per nuotare dove desiderato.

È un’esperienza che trasforma il viaggio in qualcosa di più profondo. Le spiagge non sono solo mete, diventano tappe di un racconto più grande. Il mare adriatico visto da una bicicletta, lentamente, ha un sapore diverso rispetto a quello visto da un’auto che passa veloce.

La realtà che i turisti spesso non riescono a cogliere è che l’Italia costiera, quella vera, non esiste per chi ha fretta. Scegliere di raggiungere la spiaggia senza auto significa scegliere di prendersi tempo. Significa sporcarsi i piedi di sabbia lungo un sentiero, ascoltare i suoni del luogo, parlare con i locals che trovate al bar della stazione. Sono questi i dettagli che trasformano una vacanza in un ricordo che dura per sempre. E le spiagge? Quelle rimangono, proprio dove le hai lasciate, pronte ad accogliere chi ha scelto di arrivarvi con calma.

Giada Fiorani

Giada Fiorani, cresciuta tra Marche e Abruzzo, ama lo snorkeling e le passeggiate lungo i sentieri panoramici che collegano spiagge selvagge e borghi sospesi sul mare. Racconta spesso le sue avventure nei trabocchi e le tradizioni culinarie legate alla costa, coinvolgendo i lettori in viaggi sensoriali.

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